Lo spartiacque
Due radiologi, stessa laurea, stesso reparto: davanti all'IA uno è esposto, l'altro no. Lo spartiacque passa dentro i mestieri, e divide chi vende quantità da chi vende fiducia.
La domanda arriva sempre, alla fine di ogni talk, identica: "il mio lavoro, l'IA me lo porta via?". Per un bel po' ho risposto come rispondono tutti, per settore. L'informatica sì, parecchio. La sanità meno. Gli avvocati dipende. Erano risposte che non stavano in piedi, e il motivo l'ho capito guardando in faccia chi me la faceva, la domanda: due persone con lo stesso identico mestiere, sedute vicine, una spacciata e l'altra al sicuro. Il settore non spiegava niente. Serviva un taglio più fino.
Il taglio che ho trovato è uno solo. Non guardare il mestiere: guarda da cosa è strozzato. Ci sono lavori il cui collo di bottiglia è la quantità: quanta roba strutturata riesci a far passare, quanti referti, quante pratiche, quante righe. E ci sono lavori il cui collo di bottiglia è la fiducia: un umano che decide, che ci mette la firma, che garantisce, che deve stare lì. Ora tieni a mente la cosa che l'IA fa meglio di tutto: moltiplicare la quantità. Ed ecco lo spartiacque: il crinale che divide i mestieri in due versanti. Chi è strozzato dalla quantità sta sul versante esposto, perché l'IA la quantità te la fa esplodere. Chi è strozzato dalla fiducia sta sul versante che regge, perché lì il tappo è l'umano, e l'umano l'IA non lo moltiplica.
È lo stesso spartiacque che, senza saperlo, ho rincorso per tutta la serie. Nel primo gradino c'erano i compiti noiosi con cui i ragazzi appena entrati si facevano le ossa, e che oggi vanno all'agente: erano quantità, per questo se li è presi. Nel ceto di mezzo c'era il bravo esecutore che sbriga montagne di lavoro pulito e ripetibile: quantità travestita da competenza, per questo si svuota. E nel nuovo minimo c'era il potenziamento che, quando ce l'hanno tutti, smette di essere un vantaggio e diventa la soglia: quantità moltiplicata, che alza l'asticella per tutti. Tre pezzi, lo stesso versante: quello della quantità.
Gli altri due pezzi lo mettono alla prova. Nel dietrofront c'è l'azienda che affida il servizio clienti all'IA a suon di comunicati e mesi dopo, a mezza voce, riassume persone: aveva provato a far passare per quantità un lavoro che era fiducia, e se n'è accorta in produzione, sulla pelle dei clienti. E dove manca la gente mi obbliga a un'onestà. Lì c'è il trattore che ara il campo da solo, di notte, perché alla terra non vuole più andarci nessuno: quel lavoro è quantità e la macchina se lo prende, ma non butta fuori nessuno, perché nessuno c'era già più. Riempie un vuoto, invece di svuotare una fila di gente in attesa. Lo spartiacque, quindi, vale in pieno dove la fila c'è ancora, e cioè nel lavoro da scrivania. Dove si è dissolta, al tappo della fiducia se ne affianca un secondo: la scarsità.
E lo spartiacque scioglie un nodo che mi portavo dietro da metà serie. Prendi l'avvocato di grido e l'idraulico: non si somigliano in niente, per studi, titolo, stipendio, eppure davanti all'IA reggono tutti e due. Perché? Perché sono strozzati dalla stessa cosa, la fiducia. L'avvocato vende un giudizio di cui ti fidi, l'idraulico vende l'esserci, in casa tua, con le mani su un guasto vero. Stesso versante, mondi lontanissimi. A saltare è la pancia in mezzo, quella che vendeva tanto lavoro pulito e ripetibile. I due capi che reggono e il mezzo che si svuota, finalmente, hanno una spiegazione sola.
E qui viene il bello: il crinale passa dentro lo stesso mestiere. Prendi due radiologi, stessa laurea, stesso reparto. Uno vende volume, macina referti dalla mattina alla sera: sta sul versante esposto. L'altro vende la decisione difficile, quella in cui i numeri non bastano, e la mezz'ora col paziente a spiegargli cosa significa: sta dall'altra parte. Stesso titolo sul biglietto da visita, due destini diversi. A dirti da che parte sei è quello che fai tutto il giorno.
Una cosa, però, va detta, se no vendo una certezza che non ho. Lo spartiacque si sposta. Per adesso della macchina ci fidiamo poco: vogliamo un umano che decida e che firmi. Ma man mano che impareremo a fidarci, e man mano che l'IA imparerà a stare nel mondo fisico, qualche lavoro passerà sull'altro versante. Per questo te lo do per quello che è: un crinale che ti dice dove stai oggi, e che domani può essersi spostato.
E allora chiudo con tre domande da portarti a casa. La prima: il mio lavoro è strozzato dalla quantità o dalla fiducia? La seconda: cosa, di quello che faccio, è una decisione, una garanzia, una presenza che nessuno può dare al posto mio? La terza, la più scomoda: se sto sul versante della quantità, cosa sto facendo per spostarmi? Perché alla domanda dell'inizio, "il mio lavoro, l'IA me lo porta via?", la risposta onesta è una sola: dipende da che versante dello spartiacque sei. E il crinale, se ti muovi per tempo, lo puoi scavalcare.