Il rubinetto intelligente
Ci hanno detto di raddoppiare la produttività e ci hanno dato lo strumento più potente sul mercato. Abbiamo costruito il rubinetto perfetto. Poi ci siamo accorti che non era collegato all'impianto.
Da noi la febbre dell'intelligenza artificiale è arrivata come arriva ovunque: con un'iniziativa che la leadership stessa ha chiamato epocale. La produttività dell'engineering deve raddoppiare. Per farlo hanno preso la sottoscrizione più potente di Claude Code che si potesse comprare e l'hanno data a tutti gli sviluppatori, e c'è stata la grancassa come si deve: "ci aspettiamo molto, questo è il futuro, ce l'abbiamo davanti, ci aspettiamo grandi cose". Come si usa lo strumento? Boh. Quanti lo sanno usare? Zero. O quasi.
Il team incaricato di far adottare il coding agentico si è beccato un OKR di quelli seri: il numero di pull request in azienda deve raddoppiare nei prossimi quattro mesi. Che tutti, a partire da noi, hanno letto così: ogni sviluppatore, uno per uno, deve produrre il doppio di adesso. Io lavoro in quel team, e ci siamo messi di buona lena a cercare tutti i meccanismi possibili e immaginabili per far correre gli sviluppatori.
Primo tentativo. Perdono tanto tempo a fare le review, quindi automatizziamo le review: dai, cerchiamo gli strumenti che leggono le pull request al posto nostro, così gli liberiamo una bella fetta della giornata. Risultato: pochissimo incremento. Secondo tentativo. Allora il problema è che usano lo strumento nel modo sbagliato, spieghiamogli come si usa. Parte una campagna di formazione, che dice tra le altre cose di non giocare con cinque bombe a mano e di lavorare in un altro modo. Risultato: pochissimo incremento. Terzo tentativo. Allora sarà che se lo tengono sul portatile e stanno lì a guardare l'agente che lavora al posto loro. Togliamoglielo dal portatile, mettiamo l'agente su un server lontano, così lo sviluppatore scrive la specifica, la manda, e il resto va da sé. Risultato: pochissimo incremento.
Ed è lì, guardando il terzo tentativo andare come i primi due, che mi è tornata in mente una cosa del 1967. Gene Amdahl, l'architetto dei grossi calcolatori IBM, aveva fatto un conto semplice per chi sperava di far andare più veloce un programma aggiungendo processori. Ogni programma ha un pezzo su cui i processori in più non servono a niente, perché va fatto in fila, un passo dopo l'altro. Quel pezzo ci mette sempre lo stesso tempo, che tu abbia dieci processori o mille. Quindi è lui a decidere di quanto puoi accelerare, al massimo. E oltre quel limite puoi aggiungere tutti i processori che vuoi: soldi buttati. Portalo sulla tua giornata. Se scrivere codice è un terzo del tuo tempo e domani lo fai sparire del tutto, gratis e senza errori, quello che facevi in tre giorni lo fai in due. Due giorni su tre. E per raddoppiare, cioè farlo in un giorno e mezzo, la parte che acceleri deve valere almeno metà di quello che fai. E anche così ci arrivi solo se la azzeri. Il nostro OKR non era difficile: era aritmeticamente fuori portata, finché toccavamo solo quel pezzo.
Perché il resto della giornata cos'è? Le riunioni. Capire cosa fare. Ragionare su come farlo. Mettersi d'accordo con gli altri reparti su chi fa cosa e quando. Decidere. Tutte cose che noi, nel conto, non ci avevamo messo, e che continuavano ad andare esattamente alla velocità di prima.
Di fatto avevamo costruito un rubinetto sofisticatissimo. Riconosce chi gli si avvicina, gli dà l'acqua giusta, alla temperatura che preferisce, senza che debba toccare niente. Un pezzo di ingegneria che ti viene voglia di fotografare. Solo che non era collegato all'impianto idrico. E l'impianto idrico, nel nostro caso, era tutto il resto dell'azienda, che continuava a portare acqua allo stesso ritmo di sempre.
La morale è banale da dire e scomoda da fare: per far andare tutto a velocità doppia bisogna che tutto vada a velocità doppia. Tutto. Noi ci eravamo concentrati sul rubinetto perché era la parte divertente, quella con lo strumento nuovo, e perché era l'unica che l'OKR ci chiedeva di guardare. L'impianto era di qualcun altro. La domanda che le aziende dovrebbero cominciare a farsi, prima di comprare la licenza più grossa, è un'altra: il nostro impianto regge? La filiera intera è organizzata in modo che l'incremento che ci aspettiamo possa passare? Perché altrimenti stai pompando al doppio della pressione dentro tubi fatti per la metà, e i tubi vecchi non ti danno il doppio d'acqua: ti perdono dai giunti. E i giunti, in un'azienda, sono i punti dove il lavoro passa di mano da un reparto all'altro.
Il rubinetto è bellissimo, l'abbiamo fatto noi. Prima di installarne un altro, però, mi verrebbe da girare la stessa domanda a chi legge: dal vostro esce acqua?