Scritti · Una tesi

Gli altri quattro quinti

L'IA ti rende cinque volte più veloce: fai il tuo in un quinto del tempo. Poi un amico ti chiede chi ti dice come riempire gli altri quattro. E lì la buona notizia si complica.

8 agosto 2026

Giorni fa chiacchieravo con un amico e gli buttavo lì che, a sviluppare come si fa adesso, di produttività ne tiri fuori molta di più: sei cinque volte più veloce perché una cosa che prima ti mangiava dieci ore la chiudi in due. E lui, che fa il mio stesso mestiere, mi ha gelato con la domanda giusta: "bello! Ma chi ti dice come riempire le altre otto?" Me la porto dietro da allora: "e gli altri quattro quinti? Come li riempi?". Il mio amico ha ragione.

Da noi la risposta è arrivata sotto forma di riorganizzazione. Siccome adesso c'è l'intelligenza artificiale, hanno detto, appiattiamo tutto, una struttura più snella e più agile, tanto l'agente sbroglia le matasse di chiunque. La scommessa, sotto sotto, era che l'azienda intera prendesse la stessa velocità. Risultato? Il caos. La gente non sa più bene cosa fare né come farlo, e la produttività è schizzata, sì, ma anziché schizzare verso l'alto è andata in tutte le direzioni. Gli sviluppatori corrono, il resto arranca, quelli che corrono hanno il fiatone, altri passeggiano.

Qualcuno macina codice, ha trovato il suo modo di stare al fianco dell'agente e non si ferma un attimo. Qualcun altro sta lì, fa il suo, e si è accorto che con un agente accanto porta a casa in una frazione del tempo il lavoro di prima: "Che bello! Questa cosa l'ho chiusa in due ore invece di otto, adesso porto a pisciare il cane". E passeggiano. Sei ore, perché è un cane con la vescica grossa.

La demarcazione è una: c'è chi si è accorto che la barra si è alzata, e chi no. Il talento in tutta la faccenda pesa meno di quanto piaccia credere. Storia già vista. Tutto il lavoro ordinato e ripetibile, quello che si scrive su un foglio e si rifà uguale, l'agente se lo mangia in un boccone. Chi campava di quello e non se n'è accorto sta ancora misurando la sua giornata col metro vecchio.

E sai qual è il problema? Nessuno gliel'ha detto che la barra si è alzata. Così una persona chiude il suo in un quinto del tempo, si convince che basti, e magari aspetta pure la promozione. Poi arriva la valutazione, e al posto della promozione o di una pacca sulle spalle del capo si becca un PIP o un calcione.

Il fatto è che si sbaglia in due modi opposti, e nessuno dei due ti mette al sicuro. Chi galleggia, convinto di fare il suo, prima o poi sbatte contro la realtà. Chi invece macina su cinque fronti insieme, perché ha capito che la barra si è alzata e prova a starci sopra da solo, rischia di saltare in aria come un giocoliere che lancia in aria cinque bombe a mano, sperando che nessuna scoppi. Da una parte ti bruci, dall'altra ti fanno fuori.

Allora il tema, per lo sviluppatore, è capire come riempire quei quattro quinti in modo uniforme, senza dover fare il giocoliere e senza prendersi un cane per forza. Io un'idea ce l'ho, per restare produttivi senza che il cane vi pisci in casa e soprattutto senza perdere la testa, anzi usandola. Ve la racconto nel prossimo pezzo. La domanda del mio amico, quella grossa, resta però lì aperta. Perché anche ammesso che ogni sviluppatore renda cinque volte tanto, il resto dell'azienda con cosa lo alimenta? Anche gli altri hanno i loro quattro quinti da riempire, e se restano vuoti io quel problema l'ho soltanto spinto un piano più su nella filiera, e mi ritrovo fermo lo stesso. Quella parte lì non so ancora come si risolve. Secondo me non lo sanno neanche le aziende, e sappiamo come funziona spesso questo meccanismo.

Chi sviluppa il suo quinto può esserselo già guadagnato.

L'azienda gli altri quattro se li deve ancora meritare.