Scritti · Coding agentico

Tempo contro denaro

Lo script da due lire, il modello piccolo per validare, quello grosso una volta sola. Il conto che tiene in piedi tutto il resto.

4 giugno 2026

Ogni volta che faccio vedere queste cose dal vivo, a un certo punto arriva la stessa osservazione dalla sala: "ma voi i token evidentemente non li pagate". Li paghiamo, e costano. La risposta seria è che il conto è sempre lo stesso, il più vecchio del mestiere: tempo contro denaro. Quello che è cambiato è dove conviene spendere.

La prima regola ce l'avevamo già prima degli agenti: ogni lavoro ha lo strumento più economico che lo fa bene. Se una cosa la fa uno script, scrivo lo script; usare un modello di frontiera per un lavoro da venti righe di Python vuol dire pagare cento volte tanto per un risultato peggiore. L'esempio che preferisco è scemo apposta: alla fine del talk di febbraio c'era da estrarre i numeri di una riffa. La cosa giusta da chiedere all'agente era uno script che pescasse il numero, perché un modello linguistico che "improvvisa" casualità è un generatore caro e scadente, mentre lo script è gratis, onesto e verificabile. Vale per la riffa e vale per metà delle automazioni che vedo in giro.

La seconda regola è la scala dei modelli. Le attività ripetitive di verifica le fa il modello piccolo ed economico; il lavoro di testa, tipo scrivere lo script di test o progettare la soluzione, lo fa il modello grosso, una volta sola. È il giro che raccontavo nel collo di bottiglia: l'intelligenza cara produce l'asset, l'intelligenza economica lo esercita. Claude Code questa cosa la fa già da solo: quando deve esplorare la codebase mica usa il modello più costoso, delega a quello conveniente, perché è un'attività che quel modello sa fare.

La terza regola è distinguere le spese una tantum dagli abbonamenti. La skill di dominio che si costruisce in quaranta minuti di ricerca (la storia è nel Bollo per i forfettari) brucia un bel po' di token quel giorno lì, e poi lavora per te a ogni sessione che viene. Stesso discorso per la documentazione, per le regole scritte, per la memoria curata: sono asset, li paghi alla costruzione e rendono a ogni uso. La chat infinita dove rispieghi ogni volta le stesse cose è l'abbonamento: costa poco per volta e ti dissangua sul mese.

E poi c'è la regola che evita di buttare via le prime tre: niente ottimizzazione ansiosa. Conosco gente che passa le serate a limare token come si limavano i byte negli anni Ottanta. Il mercato corre nella direzione opposta: modelli più capaci a prezzi più bassi, a ogni generazione. Ammattire per risparmiare centesimi è il nuovo prompt engineering, un mestiere che evapora mentre lo impari. Le ottimizzazioni che restano sono quelle strutturali: file piccoli, contesto pulito, strumento giusto per il lavoro giusto.

Il conto vero da tenere d'occhio, alla fine, ha due voci sole: quanto vale la tua ora, e quanto costa la sua. La tua è la voce più cara dell'intera catena, e la sua continua a scendere. Spendi di conseguenza.